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Relazione annuale Agcom 2017
Infrastrutture di nuova generazione e convergenza nella fruizione dei contenuti

07/2018

Premessa. L’Agcom ha recentemente presentato la sua “Relazione annuale sull’attività svolta e sui programmi di lavoro”.     
Il report focalizza l’attenzione, in prima battuta, sullo scenario politico-economico europeo, all’interno del quale si sta costruendo il Digital Single Market. Uno scenario che vede avanzare le derive antieuropeiste e chiama quindi le Istituzioni a lavorare per dare delle risposte costruttive. L’Agcom, nelle parole del Presidente Cardani, passa poi a tracciare i confini di alcune macro-aree rilevanti per il mercato delle comunicazioni, affrontandole ad ampio raggio e nella prospettiva della convergenza tecnologica e delle sempre maggiori interazioni tra stakeholders provenienti da settori merceologici differenti.   
Una convergenza che si declina nella fruizione sempre più significativa di contenuti audiovisivi e informativi in rete, così come negli investimenti infrastrutturali in crescita, per far fronte all’incremento del traffico dati. La dimensione della Gigabit Society e dell’evoluzione concorrenziale sulle reti si interfaccia anche con le prospettive aperte dall’avvento del 5G, e della necessaria rimodulazione dello spettro radioelettrico. Il tutto nel contesto della profilazione sempre più specifica degli utenti a fini commerciali.   
L’Agcom parla di riforme, quelle in itinere e quelle già realizzate, di assetto concorrenziale dei mercati regolati, di sviluppo delle reti ultrabroadband, di gestione dello spettro radioelettrico, di contenuti online e di produzione audiovisiva, di Big Data nell’economia digitale.



Le riforme. Per quanto riguarda le riforme, le Istituzioni europee si sono dovute confrontare con una grande varietà di materie.     
In primo luogo, ricorda l’Agcom, il Codice europeo delle Comunicazioni – in fase di approvazione – ha il duplice obiettivo di favorire, da un lato, la transizione verso il 5G e, dall’altro, lo sviluppo e la concorrenza infrastrutturale. E ciò anche proponendo il modello wholesale only, capace di garantire il giusto equilibrio tra reti ad alta velocità e concorrenza sui servizi.  
In secondo luogo, anche la Direttiva SMAV ha impegnato a lungo i banchi del Parlamento. In questo caso, l’Agcom sottolinea come vi sia ancora un nodo irrisolto, e cioè le asimmetrie tra i fornitori di servizi media e le piattaforme over the top.   
In terzo luogo, sul fronte del diritto d’autore, la partita è duplice: da un lato c’è il Regolamento portabilità transfrontaliera, già approvato, che consentirà una più libera circolazione dei contenuti e maggiori tutele per i consumatori nella fruizione dei contenuti digitali; dall’altro c’è la Direttiva copyright, che mira a favorire il più ampio accesso alle opere, ma continua a sollevare polemiche a causa degli articoli 11 (Link tax) e 13 (upload filter). Nel complesso, l’Agcom nota come i fattori chiave dello sviluppo dei mercati risiedano nella dimensione globale e nella varietà dei servizi.     



I mercati regolati. Sotto il profilo dei mercati regolati, l’Agcom sottolinea che, a fronte di una crescita (seppur lieve) delle risorse economiche complessive, si sta assistendo a uno spostamento degli assetti del mercato e a una modificazione del peso dei singoli segmenti di esso. In particolare, internet si conferma in crescita. È una crescita trasversale, perché si accompagna ed è sostenuta da un aumento dei ricavi nel segmento delle telecomunicazioni (grazie al gran numero di nuovi accessi broadband ed ultrabroadband), allo slittamento online degli investimenti pubblicitari, all’aumento della fruizione dei digital media e al ruolo di internet come mezzo informativo.     
A fare da contraltare, una flessione dei ricavi nei segmenti dei media tradizionali: la televisione, l’editoria e la radio, pur manifestando anche timidi segnali di ripresa, perdono ricavi e risorse pubblicitarie.   
Il trend più significativo che si può rilevare, ad ogni buon conto, è la crescita del consumo di dati da parte degli utenti, sia su rete fissa (+30%) sia soprattutto su rete mobile (+48%). Il settore delle comunicazioni elettroniche si presenta quindi connotato da un certo dinamismo, dimostrato anche dall’ingresso di nuovi importanti concorrenti, come Open Fiber, operatore wholesale only per l’infrastrutturazione in FTTH, e come anche Iliad, operatore mobile da poco sbarcato in Italia.  
Per quanto riguarda i media, inoltre, sebbene il recente Report Agcom sul consumo di informazione in Italia attribuisca ancora il ruolo di leader alla televisione tradizionale, il 2017 è stato l’anno della consacrazione del concetto di “televisione liquida”, nel senso di una fruizione dei contenuti televisivi che prescinde dalla presenza dello schermo televisivo tradizionale, in favore di una pluralità di opzioni: streaming su smartphone e tablet.      
L’Agcom stimola infine una riflessione sull’importanza di tutelare l’editoria tradizionale non soltanto come mezzo di comunicazione e come segmento industriale, ma anche come bene di importanza strategica per il pluralismo e per la libertà di informazione.      

La banda ultra larga. La crescita delle reti ultrabroadband nel 2017, in termini sia di investimenti infrastrutturali sia di abbonamenti, è secondo l’Agcom un buon punto di partenza per le prospettive future. Certo, l’Italia si pone ancora in una posizione mediana nel contesto europeo, quanto a connettività e ad alfabetizzazione digitale. Tuttavia, nella copertura del territorio con reti di nuova generazione, è passata dal 23esimo al 13esimo posto in appena un anno. Ma i temi sono tanti, a partire dai modelli di sviluppo delle infrastrutture che si adotteranno nei prossimi anni, anche nelle aree rurali, per arrivare alla posizione dell’operatore incumbent.       
Sotto il primo profilo, l’Agcom sottolinea la crescita dei livelli di concorrenza sulle infrastrutture FTTH e FTTC, dovuta anche alle sinergie tra operatori. La copertura italiana (87% delle famiglie) ha superato la media europea (80%), ma c’è ancora da lavorare per quanto riguarda le aree rurali, dove il dato italiano (39%) è ancora al di sotto della media europea (47%). Anche qui, comunque, si registra una crescita rispetto all’anno precedente.     
Sotto il secondo profilo, la questione fondamentale è garantire parità di accesso e non discriminazione nell’accesso alla rete TIM tra la divisione retail dell’azienda e gli operatori concorrenti. Questo in un contesto in cui si discute anche della separazione della rete di accesso della stessa TIM.        

Il 5G. Lo sviluppo infrastrutturale e la gestione dello spettro radioelettrico, d’altro canto, devono integrarsi anche con le esigenze della futura tecnologia 5G. Nell’Indagine Conoscitiva sul 5G dell’Agcom è emerso come i fattori fondamentali per la nuova rete mobile siano il network slicing e la multifrequenzialità, elementi capaci di assicurare un buon bilanciamento tra copertura e prestazioni. Le bande pioniere (700MHz, 3.6-3.8GHz e 26GHz) saranno sfruttate per servizi innovativi. Per l’assegnazione dei diritti d’uso su tali frequenze è stata predisposta un’asta multibanda dalla quale lo Stato attendeva introiti per 2,5 miliardi di euro (ampiamente superati dai rilanci degli operatori). Alcune di queste frequenze (la banda 700MHz) dovranno inoltre essere liberate dagli esistenti usi televisivi, il che passa per l’adozione di un nuovo Piano nazionale delle frequenze, capace di contemperare gli interessi in gioco: da un lato la tutela di un sistema radiotelevisivo in fase di riorganizzazione, dall’altro le esigenze di domanda e di tutela dei consumatori e di equilibrio economico-finanziario degli operatori.   
        
I contenuti audiovisivi. Passando poi ai contenuti che circolano sulle reti di comunicazione, l’Agcom pone in evidenza due questioni principali: la tutela e la promozione delle opere europee ed indipendenti e la protezione dei contenuti autoriali.
In entrambi i settori l’attività dell’Agcom si è caratterizzata per un approccio flessibile e volto ad equilibrare le differenti esigenze.  
Per quanto riguarda le opere europee ed indipendenti, un apposito regolamento è stato sottoposto a consultazione con Delibera 184/18/CONS. Esso, mediante il sistema delle quote obbligatorie per le produzioni europee ed indipendenti, tenta di coniugare la libertà d’investimento degli operatori audiovisivi con l’esigenza di preservare la qualità e la visibilità delle opere continentali. L’approccio dell’Agcom è a tutto tondo, e tiene in considerazione sia le piattaforme lineari sia quelle on demand. La differenza tecnologica dei due mondi si riverbera anche sulle specifiche scelte per favorire la visibilità dei contenuti.       
Per quanto riguarda il diritto d’autore, da un lato si è aperto uno spiraglio per la liberalizzazione del mercato dell’intermediazione dei diritti d’autore, dall’altro si è ulteriormente migliorato il Regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione, un regolamento che mira anche e soprattutto a promuovere l’offerta legale dei contenuti e l’educazione dei consumatori.   

I consumatori. Sul fronte della tutela dei consumatori, l’Agcom ha posto particolare attenzione sulla trasparenza dell’offerta degli operatori di telecomunicazioni. Ciò su due fronti principali.         
In primo luogo, l’Agcom ha lavorato per garantire una maggiore trasparenza delle tariffe nel settore della telefonia, ambito nel quale c’è stato un ampio confronto con gli operatori sul passaggio dalla fatturazione mensile a quella a 28 giorni, una politica aziendale capace di confondere i consumatori.       
In secondo luogo, l’Agcom ha contrastato l’attivazione inconsapevole dei servizi premium delle offerte telefoniche.

I Big Data. L’Agcom affronta infine la tematica digitale connotata da maggiore trasversalità: i Big Data. Tale fenomeno, cioè una massiva aggregazione di dati capaci di essere analizzati per trarne informazioni utili, comporta una riflessione sugli algoritmi che governano la raccolta e l’analisi dei dati. E ciò anche in vista dell’avvento dell’Internet of Things, momento in cui non saranno soltanto le persone a rilasciare dati tramite i propri dispositivi, ma anche i dispositivi stessi a comunicare e a interfacciarsi tra loro, disseminando dati degli utenti.        
L’Agcom ha già avviato, assieme al Garante Privacy e all’Agcm, un’Indagine Conoscitiva congiunta, tutt’ora in corso, che sta facendo il punto sulle modalità con cui i dati vengono originati, comunicati e selezionati su internet, grazie agli algoritmi. La trasparenza degli algoritmi è una tematica aperta, date le sue interazioni con il pluralismo e la libertà di informazione. Secondo l’Agcom, infatti, un mondo in cui poche grandi aziende posseggono i Big Data, avendo accesso a una immensa quantità di dati personali, è un mondo meno libero, in cui può esserci una tendenza al monopolio e a una sempre più consistente asimmetria tra operatori e utenti. La trasparenza e la neutralità degli algoritmi dovrebbero perciò essere alla base dei sistemi di raccomandazione, cioè di quei sistemi capaci di veicolare e indicizzare i risultati informativi e di influenzare le scelte dei consumatori.
Inoltre, l’utilizzo degli algoritmi, in termini di informazione, può polarizzare ed estremizzare le opinioni, portando a una società meno informata e più radicalizzata, in cui gli scambi di opinioni diventano vere e proprie “guerre digitali” (hate speech, bullismo).
Inoltre, l’utilizzo dei Big Data implica anche un ragionamento sulla sicurezza dei dati stessi, con un occhio di riguardo per le reti 5G, che in quanto nuove dovranno essere progettate ponendo in prima linea proprio la tutela dei dati personali degli utenti.


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