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Tutela della concorrenza e sovvenzioni estere in Europa: la Commissione adotta un Libro Bianco.


18/06/2020

LIBRO BIANCO E CONSULTAZIONE. Con il Libro Bianco “on levelling the playing field as regards foreign subsidies”, la Commissione ha tracciato il quadro delle potenziali distorsioni concorrenziali derivanti dalle sovvenzioni estere in Europa, proponendo alcune soluzioni utili a colmare i gap normativi esistenti in questo ambito. Una consultazione pubblica sul tema resterà aperta, in favore di tutti gli stakeholders, fino al 23 settembre 2020.

SOVVENZIONI ESTERE E DISTORSIONI. Il documento sottolinea, in prima battuta, l’importanza del mantenimento di una struttura di mercato europea unitaria e aperta agli investimenti. Tuttavia, la strategia di apertura va necessariamente contemperata con la tutela delle imprese (e del mercato stesso) rispetto a pratiche scorrette o abusive [1]. Non è un caso che le regole di concorrenza rappresentino uno dei fondamenti stessi del mercato europeo, disciplinando ad esempio i sussidi che rientrano nel campo degli aiuti di Stato.   



L’importanza della competition on the merits, peraltro, è ribadita anche dalle recenti misure che hanno allentato le maglie della disciplina sugli aiuti di Stato legati al Covid-19: difatti, anche in una situazione di crisi sanitaria ed economica, i pur indispensabili sussidi statali devono risultare proporzionati e garantire un impatto minimo sulla concorrenza. Tuttavia, si legge nel Libro Bianco, alcune forme di sussidi, provenienti da una dimensione esterna all’UE, sfuggono a questa tipologia di controllo [2] e possono pertanto creare distorsioni nel mercato interno. Distorsioni che finiscono per risultare ancor più marcate quando i sussidi provengano da Stati terzi caratterizzati da economie chiuse o con un limitato grado di apertura.

OBIETTIVI E METODOLOGIA. Il Libro Bianco va dunque a scandagliare le potenziali distorsioni connesse ai sussidi esteri nell’economia UE, con l’intento di stimolare un ampio dibattito sul tema (da qui la consultazione) e di preparare così il terreno alla scelta dello strumento normativo più adeguato a rispondere al problema. Il documento esemplifica dunque i gap normativi e propone tre differenti soluzioni.



I GAP NORMATIVI. Tra le più significative forme di sovvenzioni estere potenzialmente distorsive, il Libro Bianco indica i sussidi a società controllanti estere di società controllate europee (con i susseguenti finanziamenti infragruppo); le acquisizioni finalizzate a consentire a imprese non europee di espandersi in UE; i prestiti bancari esteri agevolati. Senza dimenticare, poi, altre due problematiche di particolare rilevanza, e cioè da un lato le possibili distorsioni provocate dalla partecipazione ad appalti pubblici da parte di società che ricevono sussidi esteri [3], e dall’altro l’accesso ai fondi europei [4]. 

LE SOLUZIONI. Il Libro Bianco individua tre differenti ‘moduli’ corrispondenti ad altrettante soluzioni (complementari) al problema. Il primo modulo ha l’obiettivo di risolvere gli effetti distorsivi di carattere generale creati dai sussidi esteri nel mercato unico europeo, con l’obiettivo primario di instaurare una forma di vigilanza. Pertanto, si propone che in caso di accertata sovvenzione estera, e in assenza di effetti positivi superiori nel mercato UE, l’Autorità abbia la facoltà di imporre misure finalizzate a correggere l’effetto distorsivo, mediante rimedi strutturali o comportamentali.

Il secondo modulo mira in particolare a prevenire l’indebito vantaggio derivante dalle sovvenzioni, dirette o indirette, volte a facilitare l’acquisizione di imprese europee. La soluzione, in questo caso, consisterebbe nell’instaurazione di un obbligo di notifica preventiva all’Autorità (in ipotesi la Commissione) per le acquisizioni al di sopra di una certa soglia effettuate da imprese che beneficiano di sovvenzioni estere. L’Autorità potrebbe dunque accettare impegni, correggere la distorsione o addirittura vietare l’acquisizione.          

Il terzo modulo, infine, riguarda le sovvenzioni che abbiano un potenziale effetto negativo sullo svolgimento degli appalti pubblici europei. Anche in questo caso, al fine di prevenire l’indebito vantaggio (es. aggiudicazione di appalti con offerte sottocosto derivanti da sussidi esteri), le imprese sovvenzionate avrebbero l’onere di notificare i contributi ricevuti da uno Stato terzo. L’Autorità potrebbe, in simili ipotesi, giungere ad escludere dalla gara l’impresa sovvenzionata.        

© Graziadei Studio Legale


[1] “Greater openness to foreign investment has come with opportunities for the EU economy but also with increased risks, such as foreign subsidisation, which needs to be controlled to avoid undermining competitiveness and the level playing field in the EU market.”         
[2] “Many foreign subsidies would be problematic if they were granted by EU Member States and assessed under EU State aid rules. EU State aid rules however apply only to public support granted by EU Member States. In contrast, subsidies granted by non-EU authorities fall outside EU State aid control.”  
[3] “Subsidised companies may be able to make more advantageous offers, thus either discouraging non-subsidised companies from participating in the first place or winning contracts to the detriment of non-subsidised more efficient companies. It is therefore important to ensure that recipients of foreign subsidies bidding for public contracts in the EU compete on an equal footing.”         
[4] “The same distortive effect can occur when companies benefitting from foreign subsidies seek access to funding from the EU budget.


Ulteriori informazioni: dal link sottostante è possibile raggiungere la pagina ufficiale del Libro Bianco “on levelling the playing field as regards foreign subsidies”         

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